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NUOVI INCENTIVI FISCALI PER I “CERVELLI” CHE RIENTRANO IN ITALIA NELLA LEGGE DI STABILITÀ 2017

Con la legge di Stabilità per il 2017 il Governo ha deciso di introdurre nuovi incentivi a favore del rientro in Italia dei cosiddetti “cervelli” e dei “lavoratori rimpatriati”. Infatti, all’articolo 22 del Disegno di legge relativo al  “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019 viene introdotta una disposizione che, a detta dello stesso Governo, intende rendere permanente la previsione agevolativa volta a favorire il rientro di docenti e ricercatori residenti all’estero (si ricorderà che la norma originale fu introdotta nel 2003 e successivamente ribadita, ampliata, modificata con leggi successive di cui abbiamo dato ampio resoconto).

Nella legge di Stabilità si evince che l’agevolazione è destinata a soggetti italiani e stranieri che abbiano svolto una comprovata attività di ricerca all’estero e che decidano di trasferirsi in Italia, acquisendone la residenza fiscale. Il Governo spera che in questo modo tali soggetti, incentivati a rientrare, possano contribuire alla crescita della ricerca tecnologica e scientifica nello Stato italiano.
Ma cosa prevedono le nuove e permanenti agevolazioni fiscali?
Da una prima lettura della normativa (vogliamo sottolineare che il Disegno di legge è appena arrivato in Commissione Bilancio della Camera e che quindi dovrà essere esaminato e potrà essere modificato durante il lungo e complesso iter parlamentare) si desume che l’agevolazione consiste nell’esclusione dalla formazione del reddito di lavoro autonomo o dipendente del 90 per cento degli emolumenti derivanti dall’attività di ricerca o docenza svolta in Italia in riferimento al periodo di imposta in cui il ricercatore o il docente diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato e ai tre periodi di imposta successivi.

Si tratta quindi di una consistente agevolazione fiscale. Inoltre nello stesso articolo si ribadisce e rafforza (estendendola anche ai lavoratori autonomi) a partire dal 2017  la disposizione fiscale di favore, a carattere temporaneo, per i lavoratori che rivestono una qualifica per la quale sia richiesta alta qualificazione o specializzazione o che rivestano ruoli direttivi e che, non essendo stati residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti, trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato e si impegnano a rimanervi. Per tali soggetti il reddito di lavoro dipendente prodotto in Italia concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al cinquanta per cento del suo ammontare; esso è dunque detassato del 50 per cento a fini IRPEF (ovviamente ci sono margini per emendamenti che tentino di innalzare la percentuale di detassazione visto che precedentemente tale quota era arrivata anche al 70%).Va sottolineato che inoltre, al fine di evitare discriminazioni ed ampliare il novero dei soggetti beneficiari, le condizioni di accesso al regime agevolato di cui all’articolo 16 del d.lgs. 14 settembre 2015, n. 147 a favore dei cittadini dell’Unione europea in possesso di un titolo di laurea che hanno svolto continuativamente un’attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori dall’Italia negli ultimi ventiquattro mesi o più ovvero che hanno svolto continuativamente un’attività di studio fuori dall’Italia negli ultimi ventiquattro mesi o più, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post lauream – sono estese anche ai cittadini di Stati, diversi da quelli appartenenti all’Unione europea, con i quali sia in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito ovvero un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale.

Infine giova ricordare che la legge  interviene a disciplinare la situazione di quanti già nel 2016 hanno diritto al regime agevolato di cui all’articolo 16 del D. Lgs. n. 147 del 2015 consistente in una riduzione dell’imponibile del 30 per cento. Si tratta, in particolare, dei lavoratori dipendenti che hanno acquisito la residenza in Italia nel 2016 e dei soggetti destinatari della legge n. 238 del 2010 che nell’anno 2016 hanno optato per l’applicazione del predetto articolo 16. Per entrambe le categorie di soggetti si prevede che per i rimanenti quattro anni dell’agevolazione (atteso che già nel 2016 hanno fruito della riduzione dell’imponibile per il trenta per cento) abbiano diritto a una riduzione dell’imponibile nella più elevata misura del cinquanta per cento.

Invitiamo quindi i soggetti interessati i quali vogliono suggerire integrazioni e/o modifiche al testo della legge ora all’esame della Commissione Bilancio della Camera, di farci pervenire i loro commenti e le loro valutazioni che ci consentiranno eventualmente di proporre emendamenti migliorativi.

Sistema Pubblico per la gestione dell’Identita’ Digitale di cittadini e imprese (SPID)

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SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale

Cos’è SPID: i vantaggi

SPID, Sistema pubblico di Identità Digitale, è il sistema di autenticazione che permette a cittadini ed imprese di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti con un’identità digitale unica. L’identità SPID è costituita da credenziali (nome utente e password) che vengono rilasciate all’utente e che permettono l’accesso a tutti i servizi online.

SPID permette l’accesso ai servizi online in modo semplice e veloce, con un’unica password e da qualsiasi dispositivo (pc, tablet, smartphone). Inoltre Il sistema SPID assicura la piena protezione dei dati personali, non è consentito alcun tipo di profilazione e la privacy è garantita.

Cosa fare con SPID

Attualmente sono 3593 le amministrazioni aderenti e 3963 i servizi online accessibili con SPID. E’ possibile utilizzare una serie di servizi online messi a diposizione da alcune amministrazioni centrali (INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate), da alcune regioni e comuni (Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Venezia, Lecce, Firenze) e dalle prime Università. Tutte le amministrazioni e i servizi accessibili sono consultabili alla pagina http://www.spid.gov.it/cerca-pa.

Entro la fine del 2017 tutte le pubbliche amministrazioni dovranno consentire l’accesso in rete ai propri servizi online con SPID.

Come ottenere SPID.

L’identità SPID è rilasciata dai Gestori di Identità Digitale (detti Identity Provider), soggetti privati accreditati da AgID che, nel rispetto delle regole emesse dall’Agenzia, forniscono le identità digitali e gestiscono l’autenticazione degli utenti. Attualmente, i gestori di identità digitale SPID accreditati e operativi sono Infocert, PosteItaliane, Sielte e TIM.

Per ottenere un’identità SPID, l’utente deve farne richiesta al gestore accreditato che preferisce e che più si adatta alla sue esigenze (http://www.spid.gov.it/richiedi-spid).

L’utente dovrà innanzitutto registrarsi sul sito di uno tra Infocert, Poste Italiane, Sielte o TIM. Durante il processo di registrazione, l’utente avrà bisogno di un documento di identità in corso di validità, di un codice fiscale, di un indirizzo e-mail valido, di un telefono cellulare personale e di un computer con una webcam ovvero di uno smartphone (se il riconoscimento avviene online).

Dopo aver effettuato la registrazione online, ognuno dei quattro soggetti mette a disposizione diverse modalità per completare il riconoscimento (le differenti procedure sono descritte nella pagina http://www.spid.gov.it/richiedi-spid)

E’ possibile ottenere SPID, evitando la fase di riconoscimento, se già provvisti di firma digitale, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS) attive. La registrazione potrà essere completata totalmente on line tramite un lettore di smart card da collegare al computer.

Le credenziali SPID possono essere richieste gratuitamente. I Gestori però possono prevedere anche delle modalità di registrazione a pagamento.

I gestori di identità (Identity Provider) non possono utilizzare i dati personali dell’utente né cederli a terze parti senza autorizzazione da parte dell’utente stesso. I dati personali non possono essere utilizzati a scopo commerciale e la privacy è totalmente garantita.

L’identità SPID è costituita da credenziali con caratteristiche differenti in base al livello di sicurezza richiesto per l’accesso. Esistono tre livelli di sicurezza, ognuno dei quali corrisponde a un diverso livello di identità SPID. Le Pubbliche Amministrazioni definiscono autonomamente il livello di sicurezza necessario per poter accedere ai propri servizi digitali.
Per ulteriori informazioni consulta il sito: www.spid.gov.it

Partecipazione al referendum Costituzionale per i cittadini temporaneamente residenti all’estero

In preparazione alla partecipazione al referendum Costituzionale, i cittadini residenti temporaneamente all’estero possono esercitare l’opzione di votare per corrispondenza dall’estero.

Per fare questo devono comunicare l’opzione ai rispettivi comuni di residenza in Italia, entro i primi dieci giorni dalla data di indizione del referendum.

Ciò riguarda ovviamente gli stagisti, gli Erasmus mondo, i militari in missione, i lavoratori distaccati da aziende italiane, e soprattutto i tanti giovani esponenti della nuova emigrazione, ancora formalmente residenti in Italia, nonché quanti altri siano temporaneamente all’estero fino alla data della consultazione referendaria compresa.

Per garantire l’esercizio di questo diritto primario ad ogni cittadino presente a qualunque titolo nelle nostre circoscrizioni consolari siete invitati a scaricare il modulo allegato per avviare la vostra richiesta.

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Cordialmente,

Silvana Mangione
VSG CGIE